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Recensione & pillole

Car...RAMBLA che sorpresa!

Car...RAMBLA che sorpresa!

di Giorgio Cirilli 

Eri convinto di essere a Barcellona ed invece sei a Genova. Siamo un popolo di insuperabili imitatori, altro che cinesi. Invece di immaginare qualcosa di originale, forse neppure autentico, eccoci ad inseguire i modelli altrui. Tutta l’Europa è stata costruita sulla base dei modelli dell’Architettura italiana, magari rielaborati, ed ecco che per contrappasso dobbiamo essere noi a scimmiottare gli “altri”. Già poco tempo fa era stato il “green” sulle fontane di De Ferrari, ad onor del vero non c’erano le buche, però si potevano prevedere, e ora lo stimolo di EUROFLORA suggerisce una trasformazione, lunga pochi metri ,di via XX Settembre: “la rambla al pesto”. La paccottiglia composita di Las Vegas o Disneyland deve averci contagiato. Certo le suggestioni nel percorso da Plaça de Catalunya fino al monumento a Colombo danno alla strada di Barcellona un’impronta unica, ma una riproposizione in salsa genovese è impossibile!
Curiosità: Rambla dall’arabo sta a significare”solco scavato dall’acqua piovana nel suolo”. Altra questione è lo spirito con cui si vive la città, i suoi spazi aggregativi, la partecipazione collettiva ai “riti”sociali,in una parola l’appeal che suscita nei cittadini e in chi la visita. L’occasione ludica è fittizia perché si consuma in poche settimane poi si deve sgomberare e tutto ritorna uguale a prima.
Le classifiche sulla qualità della vita urbana confermano un costante disagio, l’estetica della città, anche come opera d’Arte, non soddisfa più i suoi abitanti. Tanto per cominciare il traffico quotidiano che fluisce e rifluisce ammorbando l’ambiente di puzze e rumori. Le autovetture e le moto, anche se non si muovono, “sigillano” tutti gli spazi pubblici disponibili.
Una nuova politica del trasporto urbano, privato e pubblico, deve rompere l’assedio permettendo alle persone di muoversi liberamente in condizioni di confort. La Città storica deve essere liberata dal traffico, la mobilità pedonale deve essere privilegiata e attrezzata; ma non con finti elementi di design urbano che fanno tanto tendenza. Questo potrebbe essere il modo con cui i cittadini si riapproprierebbero degli spazi comuni. Ecco allora che “sceneggiate” di Rambla,Campi Elisi,Piccadilly Circus, ecc. non avrebbero necessità di essere imitati.
MUSICA VIVA … per ora!

MUSICA VIVA … per ora!

di Giorgio Cirilli

All’Auditorium del Carlo Felice, opera di Aldo Rossi dei bei tempi un cui tutta la città partecipava alle scelte per la ricostruzione, è suonato un “campanello d’allarme”! Con il brio ed il garbo che solo chi è educato alla musica conosce, un quintetto d’archi (violini,violoncello,contrabbasso) ha messo in scena una drammatica e amara parodia dei nostri tempi ”L’Arte e i il Profitto” di Elio Veniali, con un soundtrack classico ma con intromissioni “leggere”.
Sul sottofondo gracchiante, illustrato da grafica efficace, di farneticazioni ministeriali in cui gli “artisti” sono rappresentati come parassiti della società con cori di ignoranti plaudenti, si è mostrato come le manifestazioni dell’Arte, a partire dalla musica, sono patrimonio fondante della nostra cultura.
L’allegoria propone l’arrivo del Profitto, in rappresentazione scenica di yuppy, che si vuole appropriare della musica, per una sua utilità economica. Gli orchestrali sono privati del loro mezzo espressivo la musica non esce più dai loro strumenti. Entra in scena l’ Arte che cerca di contendere al profitto la sua libertà di espressione, ma nella la disputa soccombe perché uccisa dalla escortizzata Ignoranza che tutto mercifica. E’ facile leggere l’attualità del caso nel tempo in cui alla Cultura sono sottratti i finanziamenti; azzeramento del FUS, l’IMU… mortacci sua! ma chi produce questi lugubri acronimi?
Ricordate Dante (…) fatti non foste (…), ma oggi ci stiamo abbrutendo davvero? All’Architettura è già successo. Per Gregotti “La fine dell’Architettura”, per Benevolo “La fine delle città”, è rimasta solo l’esibizione fashion di stilisti da City Life e Expò 2015, cosa possono fare gli architetti per la Società dei nostri tempi? Nulla!  Anche la qualità dell’Architettura è sparita?
Le “scene” sono state occupate dalla politica, lo spettacolo lo vogliono fare loro in una voglia bulimica di POTERE, gli Artisti sono loro. “L’Arte ed in Profitto” come appena rappresentata dai bravi artisti intervenuti, dovrebbe essere riproposta per “grandi e piccini” perché è un esempio intelligente di come si produce cultura oggi nel momento in cui viene negata.